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Detrazioni per ristrutturazioni edilizie

Detrazioni per ristrutturazioni edilizie

La presente per riportare un quadro sintetico delle detrazioni per le spese sostenute ai fini delle ristrutturazioni edilizie, previste dalla normativa vigente e recentemente aggiornate attraverso il Decreto Rilancio.

La legge di bilancio 2020 ha prorogato le detrazioni previste per gli interventi di riqualificazione energetica, per gli interventi di recupero edilizio, per il c.d. “bonus mobili” stabilite già per l’anno 2019 e ha introdotto una nuova detrazione fiscale per il recupero o il restauro delle facciate degli edifici (c.d. “bonus facciate”). Inoltre, il “decreto milleproroghe” approvato dal Consiglio dei Ministri, proroga di un altro anno la detrazione IRPEF spettante per gli interventi di sistemazione del verde di giardini e terrazzi (c.d. “bonus verde”).

Infine, il Decreto Rilancio ha recentemente incrementato al 110% l’aliquota di detrazione delle spese sostenute dal 1.7.2020 al 31.12.2021 a fronte di specifici interventi.

BONUS PER LE SPESE DI RECUPERO DEL PATRIMONIO EDILIZIO

La Legge di bilancio 2020 ha prorogato la detrazione IRPEF del 50% prevista per gli interventi volti al recupero del patrimonio edilizio di cui all’art. 16 bis, c.1 del TUIR, nel limite massimo di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare. I lavori sulle singole unità immobiliari per i quali spetta l’agevolazione fiscale sono i seguenti:

  • Interventi di manutenzione straordinaria, di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia;
  • Interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi a condizione che sia stato dichiarato lo stato di emergenza;
  • Lavori finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche (aventi a oggetto ascensori e montacarichi) e alla realizzazione di ogni strumento che attraverso la robotica, la comunicazione e ogni altro mezzo di tecnologia più avanzata sia idoneo a favorire la mobilità interna ed esterna all’abitazione per le persone con disabilità gravi;
  • Interventi relativi all’adozione di misure finalizzate a prevenir e il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi (ad es.: installazione di cancellate o recinzioni murarie, apposizione di grate sulle finestre, porte blindate o rinforzate, apparecchi rilevatori di prevenzione antifurto e relative centraline, ecc.);
  • Interventi finalizzati alla cablatura degli edifici e al contenimento dell’inquinamento acustico;
  • Interventi effettuati per il conseguimento di risparmi energetici, con particolare riguardo all’installazione di impianti basati sull’impiego delle fonti rinnovabili di energia;
  • Interventi per l’adozione di misure antisismiche;
  • Interventi di bonifica dall’amianto o di esecuzione di opere volte a evitare gli infortuni domestici;
  • Acquisto e costruzione di box e posti auto;
  • Acquisto di immobili in fabbricati interamente ristrutturati.

Possono usufruire della detrazione tutti i contribuenti assoggettati all’IRPEF, residenti o meno nel territorio dello Stato. L’agevolazione spetta non soltanto ai proprietari degli immobili ma anche ai titolari di diritti reali/personali di godimento sugli immobili oggetto degli interventi e che ne sostengono le relative spese. Hanno diritto alla detrazione:

  • I proprietari o i nudi proprietari;
  • I titolari di un diritto reale di godimento;
  • I locatari o comodatari;
  • I soci di cooperative divise e indivise;
  • Gli imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali;
  • I soggetti indicati nell’art. 5 del TUIR, che producono redditi in forma associata;
  • Il familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile;
  • Il coniuge separato assegnatario dell’immobile intestato all’altro coniuge;
  • Il componente dell’unione civile;
  • Il convivente more uxorio, non proprietario dell’immobile.

La detrazione prevista deve essere ripartita in 10 quote annuali di parti importo, nell’anno in cui è sostenuta la spesa e in quelli successivi; la detrazione per gli interventi di recupero edilizio non è cumulabile con l’agevolazione fiscale prevista per gli stessi interventi dalle disposizioni sulla riqualificazione energetica degli edifici. Pe richiedere il bonus è necessario:

  • Pagare i lavori effettuati con bonifico bancario o postale dal quale risulti la causale del versamento, il codice fiscale di tutti i beneficiari e il numero di partita IVA o il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è stato effettuato;
  • Indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell’immobile e, se i lavori sono effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione dell’atto che ne costituisce titolo e gli altri dati richiesti per il controllo della detrazione;
  • Inviare all’Asl competente per territorio una comunicazione in cui si indicano le generalità del committente dei lavori e l’ubicazione degli stessi, la natura dell’interventi, i dati identificativi dell’impresa esecutrice e la data di inizio dell’intervento;
  • Per gli interventi che comportano il risparmio energetico e l’utilizzo di fonti rinnovabile, inviare i dati contenuti nella certificazione energetica e la scheda informativa relativa agli interventi realizzati all’ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori.

BONUS PER LA RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA (ECOBONUS)

L’agevolazione fiscale riconosciuta dall’Ecobonus consiste in detrazioni dall’IRPEF o dall’IRES ed è concessa quando si eseguono interventi che aumentano il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti. In particolare, le detrazioni sono riconosciute se le spese sono state sostenute per:

  • La riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento;
  • Il miglioramento termico dell’edificio;
  • L’installazione di pannelli solari;
  • La sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale;
  • Le schermature solari;
  • L’acquisto e la posa in opera di micro-generatori;
  • L’acquisto e la posa in opera di generatori d’aria calda a condensazione.

Possono usufruire della detrazione tutti i contribuenti residenti e non residenti, anche se titolari di reddito d’impresa, che possiedono, a qualsiasi titolo, l’immobile oggetto di intervento. Sono ammessi alla detrazione:

  • Le persone fisiche, compresi gli esercenti arti e professioni;
  • I contribuenti che conseguono reddito d’impresa;
  • Le associazioni tra professionisti;
  • Gli entri pubblici e privati che non svolgono attività commerciale;
  • Gli Istituti autonomi per le case popolari e gli enti che hanno le stesse finalità;
  • Le cooperative di abitazione a proprietà indivisa per interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci.

La detrazione d’imposta (IRPEF/IRES) introdotta con il c.d. Ecobonus ha visto cambiare nel corso degli anni l’aliquota spettante; ad oggi per le spese sostenute dall’1.1.2018 sono previste aliquote differenziate (in alcuni casi al 65%, in altri nella misura ridotta al 50%). La seguente tabella riepiloga le aliquote della detrazione IRPEF/IRES per gli interventi di riqualificazione energetica:

Sostenimento delle spese Aliquota Tipologia di interventi
Dal 6.6.2013 al 31.12.2020 65% Generalità degli interventi, tra cui: Sistemi di building automation;Collettori solari per la produzione di acqua caldaScaldacqua a pompa di calore (PDC)
Fino al 31.12.2017 65% Acquisto e posa di finestre comprensive di infissi
Dall’1.1.2018 al 31.12.2020 50%
Dall’1.1.2015 al 31.12.2017 65% Acquisto e posa di schermature solari
Dall’1.1.2018 al 31.12.2020 50%
Dall’1.1.2018 al 31.12.2020 50% o 65% o nessuna detr. Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale
Dall’1.1.2015 al 31.12.2017 65% Acquisto e posa di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di generatori di calore alimentari da biomasse combustibili
Dall’1.1.2018 al 31.12.2020 50%
Dall’1.1.2018 al 31.12.2020 65% Acquisto e posa di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti

Le detrazioni IRPEF/IRES previste per gli interventi di riqualificazione energetica sono ripartite in 10 rate annuali di uguale importo e il riconoscimento delle detrazioni in esame è subordinato al rispetto di alcuni adempimenti:

  • I soggetti non titolari di reddito d’impresa devono effettuare il pagamento delle spese sostenute per l’esecuzione degli interventi mediante bonifico bancario o postale dal quale risulti la causale del versamento, il codice fiscale di tutti i beneficiari e il numero di partita IVA o il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è stato effettuato (i soggetti titolari di reddito d’impresa non sono vincolati al pagamento delle spese a mezzo bonifico);
  • Entro 90 giorni dalla fine dei lavori il contribuente deve trasmettere telematicamente all’ENEA i dati contenuti nella certificazione energetica, ovvero nell’attestato di qualificazione energetica. Inoltre, per gli interventi di miglioramento dell’isolamento termico, per l’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda e per le schermature solari, è necessario allegare anche la scheda informativa relativa agli interventi realizzati.

BONUS PER MISURE ANTISISMICHE E OPERE DI MESSA IN SICUREZZA STATICA E SISMABONUS

Nell’ambito dei lavori di recupero del patrimonio edilizio rientrano tra le spese detraibili anche quelle sostenute per realizzare interventi antisismici, con particolare riguardo all’esecuzione delle opere per la messa in sicurezza statica degli edifici.

L’art. 16 bis, c. 1, lett. i) del TUIR prevede attualmente una detrazione del 50% delle spese sostenute da ripartire in 10 quote annuali, su un importo massimo di spesa di 96.000 euro. Tuttavia, l’art. 16 del D.L. n. 63/2013, ha introdotto il cosiddetto “Sismabonus”, prevedendo detrazioni maggiori e regole più specifiche per usufruirne:

  • Una detrazione del 50% da ripartire in 5 quote annuali di pari importo su un importo massimo di 96.000 euro;
  • Una detrazione maggiore del 70% delle spese sostenute quando dalla realizzazione degli interventi deriva una riduzione del rischio sismico che determini il passaggio ad una classe di rischio inferiore;
  • Una detrazione maggiore del 80% delle spese sostenute quando dalla realizzazione degli interventi deriva una riduzione del rischio sismico che determini il passaggio a due classi di rischio inferiori;
  • Una detrazione maggiore del 75% delle spese sostenute quando dalla realizzazione degli interventi effettuati sulle parti comuni di edifici condominiali deriva una riduzione del rischio sismico che determini il passaggio ad una classe di rischio inferiore;
  • Una detrazione maggiore del 85% delle spese sostenute quando dalla realizzazione degli interventi effettuati sulle parti comuni di edifici condominiali deriva una riduzione del rischio sismico che determini il passaggio a due classi di rischio inferiori;
  • Una detrazione maggiore del 75% o 85% per l’acquisto di case antisismiche in zone classificate a “rischio sismico 1” quando dalla realizzazione degli interventi deriva una riduzione del rischio sismico che determini il passaggio ad una o a due classi di rischio inferiori.

Possono usufruire del diritto tutti i contribuenti in precedenza elencati per il bonus sulle spese di recupero del patrimonio edilizio; a questi si aggiungono i soggetti passivi IRES e anche:

  • Gli Istituti autonomi per le case popolari e gli enti che hanno le stesse finalità;
  • Le cooperative di abitazione a proprietà indivisa per interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci.

Per richiedere il Sismabonus occorre indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastai identificativi dell’immobile e, se i lavori sono effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione dell’atto che ne costituisce titolo e gli altri dati richiesti per il controllo della detrazione. Per gli interventi sulle parti comuni di edifici residenziali, è sufficiente per i singoli condòmini indicare il codice fiscale del condominio. Per fruire delle detrazioni è necessario che i pagamenti siano effettuati con l’apposito bonifico bancario o postale, dal quale risulti la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e il numero di partita IVA o il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato.

BONUS PER L’ACQUISTO DI MOBILI ED ELETTRODOMESTICI (BONUS MOBILI)

Il c.d. “bonus mobili” prevede la detrazione IRPEF del 50% su un importo massimo di 10.000 euro per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni), destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione. La detrazione deve essere ripartita tra gli aventi diritto in 10 quote annuali di pari importo. L’agevolazione è stata prorogata per gli acquisti che si effettuano nel 2020, ma può essere richiesta solo da chi realizza un intervento di ristrutturazione edilizia iniziato non prima del 1.1.2019, mentre per gli acquisti effettuati nel 2019 è possibile fruire della detrazione solo se l’intervento di ristrutturazione è iniziato in data non anteriore al 1.1.2018.

Gli interventi edilizi da attuare necessariamente per avere la detrazione prevista dal “bonus mobili” sono:

  • Interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su singoli appartamenti;
  • Interventi di ricostruzione o ripristino di un immobile danneggiato da eventi calamitosi, se è stato dichiarato lo stato di emergenza;
  • Interventi di restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia riguardanti interi fabbricati;
  • Interventi di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su parti comuni di edifici residenziali.

Per poter ottenere la detrazione sugli acquisti di mobili e di grandi elettrodomestici occorre effettuare i pagamenti con bonifico o con carta di debito o credito. Inoltre, per gli acquisti di grandi elettrodomestici dai quali deriva un risparmio energetico deve essere trasmessa telematicamente all’ENEA un’apposita comunicazione.

BONUS PER GLI INTERVENTI SULLE FACCIATE DEGLI EDIFICI (BONUS FACCIATE)

Il “bonus facciate” è il nuovo sconto fiscale introdotto dalla legge di bilancio 2020 e consente di recuperare il 90% dei costi sostenuti nel 2020 senza un limite massimo di spesa per tutti gli interventi di recupero o restauro della facciata esterna di edifici esistenti, di qualsiasi categoria catastale, compresi quelli strumentali. La detrazione va ripartita in 10 quote annuali costanti e di pari importo nell’anno di sostenimento delle spese e in quelli successivi. Il bonus può essere usufruito da tutti i contribuenti (ad eccezione di chi possiede esclusivamente redditi assoggettati a tassazione separata o imposta sostitutiva), inquilini e proprietari, residenti e non residenti nel territorio dello Stato, persone fisiche e imprese, con l’unica condizione che gli immobili oggetto dell’intervento si trovino nelle zone A e B o in zone a queste assimilabili in base alla normativa regionale e ai regolamenti edilizi comunali.

Sono ammessi al beneficio tutti gli interventi finalizzati al recupero o al restauro della facciata esterna degli edifici ed in particolare, la detrazione spetta per gli interventi:

  • Di sola pulitura o tinteggiatura esterna sulle strutture opache della facciata;
  • Su balconi, ornamenti o fregi, ivi inclusi quelli di sola pittura o tinteggiatura;
  • Sulle strutture opache della facciata influenti dal punto di vista termico o che interessino oltre il 10% dell’intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio.

Per poter beneficiare della detrazione del 90% occorre effettuare il pagamento mediante bonifico bancario o postale, dal quale risulti la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e il numero di partita Iva o il codice fiscale del soggetto a favore del quale è effettuato il bonifico (i titolari di reddito d’impresa non sono invece tenuti al pagamento a mezzo bonifico). Inoltre, i contribuenti sono tenuti a:

  • Indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell’immobile e, se i lavori sono effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione dell’atto che ne costituisce titolo e gli altri dati richiesti ai fini del controllo della detrazione;
  • Comunicare preventivamente la fata di inizio dei lavori all’Asl territorialmente competente, mediante raccomandato quando obbligatoria;
  • Conservare ed esibire a richiesta degli uffici la documentazione relativa agli interventi realizzati;
  • Solo per gli interventi di efficienza energetica, acquisire e conservare l’asseverazione tecnica e l’attestato di prestazione energetica, oltre a inviare entro 90 giorni dalla fine dei lavori all’ENEA la scheda descrittiva relativa agli interventi realizzati.

BONUS PER LA SISTEMAZIONE DI GIARDINI E TERRAZZI (BONUS VERDE)

Il c.d. “bonus verde” prevede la detrazione ai fini IRPEF del 36% per le spese sostenute per:

  • La sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione di pozzi;
  • La realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili.

La detrazione va ripartita in 10 quote annuali di pari importo e va calcolata su un importo massimo di 5.000 euro per unità immobiliare a uso abitativo. Hanno diritto all’agevolazione i contribuenti che possiedono o detengono, sulla base di un titolo idoneo, l’immobile sul quale sono effettuati gli interventi e che hanno sostenuto le relative spese; la detrazione spetta anche per le spese sostenute per interventi effettuati sulle parti comuni esterne degli edifici condominiali.

Per poter beneficiare del bonus è necessario che i pagamenti siano effettuati con strumenti idonei a consentire la tracciabilità delle operazioni quali bonifici, assegni o carte di credito o debito ed inoltre, nel documento di spesa dovrà essere indicato il codice fiscale del soggetto beneficiario della detrazione la descrizione dell’intervento dovrà consentire di ricondurre la spesa sostenuta tra quelle agevolabili.

SUPERBONUS 110%

Il Decreto Rilancio recentemente emanato ha incrementato al 110% l’aliquota di detrazione delle spese sostenute dal 1.7.2020 al 31.12.2021, a fronte di specifici interventi in ambito di efficienza energetica, di interventi di riduzione del rischio sismico, di installazione di impianti fotovoltaici, nonché delle infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici degli edifici.

Il Superbonus spetta per le spese sostenute per interventi effettuati su parti comuni di edifici, su unità immobiliari funzionalmente indipendenti e con uno o più accessi autonomi dall’esterno, site all’interno di edifici plurifamiliari, nonché sulle singole unità immobiliari.

Le detrazioni più elevate sono riconosciute per le spese documentate a carico del contribuente per le seguenti tipologie di interventi (c.d. trainanti) di:

  • Isolamento termico delle superfici opache verticali, orizzontali e inclinate che interessano l’involucro degli edifici;
  • Sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, e/o il raffrescamento e/o la fornitura di acqua calda sanitaria;
  • Interventi antisismici (già previsti nel c.d. Sismabonus).

A condizione che siano eseguiti congiuntamente con almeno uno degli interventi trainanti, il bonus spetta anche per le seguenti ulteriori tipologie di interventi (c.d. trainati) di:

  • Efficientamento energetico rientranti nell’Ecobonus, nei limiti di spesa previsti;
  • Installazione di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici;
  • Installazione di impianti solari fotovoltaici connessi alla rete elettrica;
  • Installazione contestuale o successiva di sistemi di accumulo integrati negli impianti fotovoltaici agevolati.

In generale, il Superbonus non spetta per interventi effettuati su unità immobiliari residenziali appartenenti alle categorie catastati A1 (abitazioni signorili), A8 (ville) e A9 (castelli).

destinatari del Superbonus sono:

  • Condòmini;
  • Persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni, che possiedono o detengono l’immobile oggetto dell’intervento;
  • Istituti autonomi case popolari (IACP) o altri istituti che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di “in house providing”;
  • Cooperative di abitazione a proprietà indivisa;
  • Onlus e associazioni di volontariato;
  • Associazioni e società sportive dilettantistiche, limitatamente ai lavori destinati ai soli immobili o parti di immobili adibiti a spogliatoi.

I soggetti IRES rientrano tra i beneficiari nella sola ipotesi di partecipazione alle spese per interventi trainanti effettuati sulle parti comuni in edifici condominiali.

La detrazione spetta anche ai familiari del possessore o detentore dell’immobile, a condizione che siano conviventi con il possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento alla data di inizio dei lavori o al momento del sostenimento delle spese se antecedente, e che le spese sostenute riguardino interventi eseguiti su un immobile, anche diverso da quello destinato ad abitazione principale, nel quale può esplicarsi la convivenza.

Per gli interventi realizzati su edifici unifamiliari o sulle unità immobiliari site all’interno di edifici plurifamiliari, funzionalmente indipendenti e che dispongono di uno o più accessi autonomi dall’esterno, il Superbonus spetta per le spese sostenute dalle persone fisiche per interventi realizzati su un massimo di due unità immobiliari. Tale limitazione non opera per le spese sostenute per gli interventi effettuati sulle parti comuni dell’edificio, nonché per gli interventi antisismici.

La detrazione è riconosciuta nella misura del 110%, da ripartire tra gli aventi diritto in 5 quote annuali di pari importo. Per ottenere tale bonus è obbligatorio effettuare uno degli interventi trainanti elencati pocanzi e inoltre, è necessario conseguire un miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio o delle unità immobiliari.

Indipendentemente dalla data di avvio degli interventi cui le spese si riferiscono, in linea con la prassi in materia, per l’applicazione dell’aliquota corretta occorre fare riferimento:

  • alla data dell’effettivo pagamento (criterio di cassa) per le persone fisiche, gli esercenti arti e professioni e gli enti non commerciali;
  • alla data di ultimazione della prestazione, indipendentemente dalla data dei pagamenti, per le imprese individuali, le società e gli enti commerciali (criterio di competenza).

In ogni caso, come tutte le detrazioni d’imposta, l’agevolazione è ammessa entro il limite che trova capienza nell’imposta annua derivante dalla dichiarazione dei redditi.

In sostanza, la quota annuale della detrazione che non trova capienza nell’imposta lorda di ciascun anno, non può essere utilizzata in diminuzione dell’imposta lorda dei periodi d’imposta successivi né essere chiesta a rimborso.

Tra le novità introdotte, è prevista la possibilità, al posto della fruizione diretta della detrazione, di optare alternativamente per:

  • Un contributo, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, di importo massimo non superiore al corrispettivo stesso, anticipato dal fornitore di beni e servizi relativi agli interventi agevolati. Il fornitore recupererà poi il contributo anticipato sotto forma di credito d’imposta di importo pari alla detrazione spettante, con facoltà di successive cessioni di tale credito ad altri soggetti, ivi inclusi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari;
  • La cessione di un credito d’imposta corrispondente alla detrazione spettante, ad altri soggetti, ivi inclusi istituti di credito e altri intermediari finanziari, con facoltà di successive cessioni.

I crediti d’imposta, che non sono oggetto di ulteriore cessione, sono utilizzati in compensazione attraverso il modello F24. Il credito d’imposta è fruito con la stessa ripartizione in quote annuali con la quale sarebbe stata utilizzata la detrazione. La quota di credito d’imposta non utilizzata nell’anno non può essere fruita negli anni successivi, e non può essere richiesta a rimborso.

L’opzione può essere esercitata relativamente alle detrazioni spettanti per le spese per gli interventi di:

  • Recupero del patrimonio edilizio (art. 16 bis, c. 1, lett. a) e b) del Tuir);
  • Riqualificazione energetica rientranti nell’Ecobonus (art. 14 ter, D.L. 63/2013);
  • Adozione di misure antisismiche rientranti nel Sismabonus (art. 16, D.L. 63/2013);
  • Recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti (c.d. bonus facciate: art. 1, c. 219 e 220, L. 160/2019);
  • Installazione di impianti fotovoltaici (art. 16 bis, c. 1, let. h) del Tuir);
  • Installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici (art. 16 ter, D.L. 63/2013).

In aggiunta agli adempimenti ordinariamente previsti per le già menzionate detrazioni, ai fini dell’esercizio dell’opzione per lo sconto o cessione, il contribuente deve acquisire anche:

  • Il visto di conformità dei dati relativi alla documentazione che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione d’imposta, rilasciato dagli intermediari abilitati alla trasmissione telematica delle dichiarazioni;
  • La asseverazione tecnica relativa agli interventi di efficienza energetica e di riduzione del rischio sismico che certifichi il rispetto dei requisiti tecnici necessari ai fini delle agevolazioni fiscali e la congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati, in accordo ai previsti decreti ministeriali.